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lunedì 15 febbraio 2016

8° Lezione Teoria e Metodo dei Mass Media. Accademia di Belle Arti Alma Artis Academy PISA. ELENA MAARCHESCHI.

Lezione tenuta presso Accademia di belle arti Alma Artis Academy Pisa.
Lezione di Teoria e metodo dei mass media tenuta dalla professoressa Elena Marcheschi.

Abbiamo iniziato la lezione parlando di  Michael Klier, è un autore nato in repubblica ceca, cineasta, autodidatta, che ha lavorato a Berlino. Abbiamo visualizzato Der Riese [ 1982-1983 ].
Il primo aspetto è partire subito da questa presa di coscienza che questo lavoro è stato fatto con le telecamere di sorveglianza ( fatte appunto per osservare luoghi e uomini, per prevenire degli squilibri sociali ). E'  come se queste telecamere imponessero una sorta di visione continua dalle quali è impossibile fuggire, e Michael Klier definisce questa condizione del vedere come una condizione pornografica, cioè le telecamere di sorveglianza svelano tutto e in questo senso propongono una concezione.
 Queste immagini sono delle immagini estremamente neutre. Così come le vediamo queste immagini sono state rimontate.
La sfida, in questo lavoro, è quella di creare una storia possibile, con delle immagini che provengono dalla realtà e hanno un valore puramente documentaristico.
Possiamo fare anche un collegamento con i Vasulka con il loro desiderio di far prevalere la macchina, di una tecnologia che non fa vedere tutto attraverso la visione dell'artista. E in questo senso Michael Klier cerca di restituire uno sguardo a una macchina, a una videocamera di sorveglianza che per sua natura uno sguardo suo non ha.

Gli anni 80' sono gli anni in cui si sviluppano tante forme di linguaggio legate alla produzione sperimentale. Questa tendenza è più narrativa e quindi verso i linguaggi più facili da comprendere, è una tendenza di una relazione nuova che gli artisti avevano con le emittenti televisive.  Durante gli anni 80' si manifesta questo fenomeno di television-art. Gli artisti avevano bisogno di un nuovo pubblico, dei luoghi diversi dalla sola sperimentazione.

Negli anni 80' si sviluppa anche il video teatro, video-danza. Philippe Decouflè è un coreografo e regista francese. Philippe è un esponente di un movimento degli anni 80' che si chiamava Nouvelle Dance Francois ( nuova danza francese ). Dall' 83' Decouflè inizia a produrre anche immagini e video. Ha una preparazione riguardante la danza ottima, perché era a conoscenza di molti ballerini professionisti che stavano rivoluzionando la danza. Il suo lavoro è molto variegato, ha anche studiato mimo e frequentato la scuola di circo; quindi ha una formazione sul corpo a 360°. Lui dirige la sua compagnia di Danza ed  è un personaggio che non si lega soltanto all'ambiente teatrale.Nel suo lavoro si ritrovano quei principi di collage e montaggio che abbiamo trovato anche nelle avanguardie.
Questi principi fanno si che ci sia una sorta di rapporto tra il teatro e la danza classica. Lui non pone l'attenzione solo sui gesti, sul corpo ma pone l'attenzione anche allo sguardo, alla mimica facciale. 
Un suo lavoro è Codex: Il mondo che Decoulfè ci presenta è un mondo surreale.  C'è una molteplicità di suggestioni che vengono messe insieme, per costruire dei quadri anche astratti. Non si riesce bene a capire di che spazi sono. Ogni quadro è diverso da un altro per stile, musica, riferimenti letterali usati, anche per il trattamento delle immagini. É un universo, variegato, denso di rimandi, è un universo che recupera molto l'atmosfera del gioco dell'infanzia. Ci sono tanti elementi che riportano alla dimensione più infantile.
Altro artista citato durante la lezione è Marc Caro. 
É uno di quegli artisti che lavora anche in ambiti non sempre colti, ma anche commerciale. Infatti ha realizzato anche pubblicità. L'aspetto che lo ha sempre interessato è stato anche l'aspetto di rinnovare, interessare, a partire dalla matita. Ma arricchire il suo lavoro con i nuovi mezzi tecnologici è stata poi la sua direzione di ricerca.

7° Lezione Teoria E Metodo Dei Mass Media. Accademia di belle Arti Pisa Alma Artis Academy ELENA MARCHESCHI.

Lezione tenuta presso Accademia di belle Arti Alma Artis Academy Pisa.
Lezione di Teoria e Metodo dei Mass Media tenuta dalla professoressa Elena Marcheschi.

In questa lezione abbiamo trattato gli anni 80' ( 1980 ).

Durante gli anni 80' rispetto anche allo sviluppo delle possibilità digitali, grazie anche alla tecnologia di montaggio rapido, si ha un superamento sia del lavoro in tempo reale e anche un superamento della diretta.
Negli anni 80' abbiamo una grossa espansione del mercato dell’arte, anche per quanto riguarda l’audiovisivo elettronico. 
Quindi durante questi anni, in particolare, assistiamo a tre fenomeni:
 1) ampliamento della produzione, aumentano gli artisti e di conseguenza il volume di opere realizzate. 2) si va a delineare anche una sorta di rete che connette gli artisti ai produttori, alla distribuzione, agli spazi di critica d’arte e della ricerca
3) Si va a delineare meglio tutto un mondo che sta intorno all’opera d’arte.

Si moltiplicano anche i festival internazionali, e questo implica una possibilità di esposizione e di circolazione delle opere.
Il video da forma d’arte che si opponeva alle istituzioni, invece negli anni 80' si trova più inglobata nei meccanismi museali, gli artisti vanno alla ricerca di sovvenzioni, le televisioni aprono i loro palinsesti alla presenza di opere audiovisive sperimentali e anche nel mercato dell’arte si cominciano a vendere opere di arte elettronica. Tutto questo movimento, questa espansione, diramazione a livello istituzionale, di festival e contatti, ha una ricaduta anche sulla produzione e sulla qualità della produzione artistica. La produzione artistica esplode e si espande la ricerca, si vivacizza tutta una produzione di generi che durante gli anni 80’ si vanno a delineare con maggiore precisione. Si inizia a parlare anche di videomusica, videoteatro e si producono molte installazioni e sculture.
Negli anni 80' si incomincia a parlare anche di documentari ( documentari di creazione ). Questi documentari hanno una impostazione diversa dal classico documentario. Oltre che ad informare lo spettatore su determinate realtà, questo documentario dà informazioni in un modo molto articolato e ricco, usando un linguaggio fatto grazie ad un mix di fontie ad informare lo spettatore su determinate realtà etc, questo documentario dà informazioni in un modo molto articolato  e ricco, usando un linguaggio fatto grazie ad un mix di fonti.
In generale si può dire che sia nelle forma del video-monocanale che nelle forma delle installazioni, la sperimentazione elettronica risulta altro rispetto al mondo della comunicazione e dell’informazione. 
Le apparecchiature elettroniche non vengono visti come strumenti da indagare ma vengono visti come un modo per collaborare alla produzione di un processo artistico di un processo mentale. 
di un processo artistico di un processo mentale.
Da un lato gli anni 60’ e 70’ presentano rappresentazioni artistiche molto astratte. Fino agli anni 80 c’è un disinteresse verso una linea narrativa, cioè l’idea di un racconto di un’opera letteraria.
Quindi quando l’immagine elettronica racconta, il racconto avviene con una essenza molto discontinua, con un aspetto che oscilla tra realismo e astrazione e con tutta una serie di gestioni del racconto che vanno verso le rotture della temporalità, le infrazioni dello spazio. 

Abbiamo citato diversi artisti a riguardo.
Come, ad esempio, Peter Greenaway e Robert Cahen in particolare.
Peter Greenaway è un regista cinematografico e produttore di cortometraggi.
Mentre Robert Cahen è un artista francese, videoartista, fotografo e compositore.
-Peter Greenaway.

-Robert Cahen.